
L’introduzione della figura dell’infermiere di processo nei Pronto Soccorso della ASL Bari, come riportato da #LaGazzettadelMezzogiorno, mira a migliorare accoglienza, comunicazione e sicurezza. L’intento di ridurre tensioni e aggressioni attraverso il dialogo è lodevole. Tuttavia, questa iniziativa rischia di essere un mero palliativo, esponendo il personale sanitario a rischi, trasformandoli in potenziali nuove vittime di aggressioni.
In un contesto già teso e spesso violento come quello dei Pronto Soccorso, l’infermiere di processo si trova in prima linea, diventando il punto di contatto diretto per utenti spesso frustrati o spaventati. Senza un’adeguata preparazione specifica, questi operatori rischiano di trasformarsi nelle nuove vittime di aggressioni, anziché esserne i prevenitori. La sicurezza sul luogo di lavoro non può essere demandata unicamente a un cambio culturale o a una maggiore empatia, per quanto fondamentali.
Come più volte denunciato sul nostro sito, la situazione di pericolo per il personale sanitario è una realtà allarmante. L’articolo “Sicurezza sul lavoro: oltre il dialogo” evidenzia come “gli eventi di sensibilizzazione e formazione sulla sicurezza sul lavoro, focalizzati sul dialogo e sulla comunicazione empatica, sono importanti ma spesso insufficienti per affrontare le crescenti aggressioni al personale sanitario”. La sola gentilezza e un approccio comunicativo, seppur validi, non bastano a garantire l’incolumità degli operatori in un contesto ad alto rischio come il Pronto Soccorso.
La sicurezza sul luogo di lavoro non può essere demandata unicamente a un cambio culturale. È imperativo che, oltre a promuovere una migliore comunicazione, si investa concretamente nella formazione del personale sanitario in tecniche di difesa personale. Come sottolineato sul nostro sito, “la formazione in difesa personale, che include tecniche di prevenzione e gestione delle aggressioni, può rientrare a pieno titolo nella formazione aziendale obbligatoria in materia di sicurezza sul lavoro, ai sensi del D.Lgs. 81/2008” . La formazione è uno strumento essenziale per garantire un ambiente di lavoro più sicuro e protetto per tutti, e la mancanza di soluzioni concrete in tal senso è una grave lacuna. È ora di passare dalle parole ai fatti, garantendo al personale gli strumenti per tutelare la propria incolumità.



