
Una giornata importante quella di oggi a Bari, dove la nostra associazione ha portato la propria esperienza e il proprio impegno nella lotta alla violenza di genere, partecipando alla tappa barese del progetto nazionale “Neanche con una Rosa“, iniziativa promossa da ACSI e finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
All’evento, svoltosi presso la prestigiosa Sala Consiliare del Comune di Bari con il patrocinio dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vito Leccese, la presidente Marcella Loporchio ha rappresentato la nostra associazione, sedendo al tavolo istituzionale insieme a figure di spicco del mondo dello sport, delle istituzioni e del terzo settore.
IL VALORE DELLO SPORT COME STRUMENTO DI PREVENZIONE
Particolarmente significativo il confronto con Emanuele Bruno (campione judoka) e Stefano Maniscalco (campione karateka), co-ideatori del metodo #JKDefenseDonna, un approccio innovativo che unisce le discipline marziali all’autodifesa femminile. La presenza al loro fianco della asd Fight for Your Life testimonia quanto il mondo dello sport possa e debba essere protagonista attivo nella costruzione di una cultura del rispetto e nella prevenzione di ogni forma di violenza.
“Essere presenti in un contesto così importante, al fianco di campioni come Bruno e Maniscalco, rappresenta per noi un riconoscimento del lavoro che portiamo avanti ogni giorno sul territorio”, ha dichiarato Marcella Loporchio. “La violenza di genere si combatte con la prevenzione, con l’educazione al rispetto e con strumenti concreti come l’autodifesa, che non è solo tecnica ma soprattutto consapevolezza dei propri mezzi e della propria dignità”.
Il progetto “Neanche con una Rosa” si inserisce in un più ampio percorso nazionale che mira a coinvolgere diversi territori italiani, uniti dalla necessità di affrontare con determinazione i temi legati alla prevenzione della violenza. L’iniziativa promuove una riflessione profonda su ogni forma di violenza, anche quelle più sottili e culturalmente accettate, ribadendo con forza che nessuna giustificazione è possibile, neanche quando la sopraffazione si nasconde dietro gesti apparentemente simbolici.
La partecipazione della asd Fight for Your Life a questo progetto rappresenta un importante tassello nell’impegno dell’associazione per la promozione di una cultura sportiva inclusiva, rispettosa e consapevole, dove lo sport diventa strumento di emancipazione e di crescita personale.
Grazie alla competenza della presidente Loporchio, specialista in sviluppo organizzativo e DEI (Diversity, Equity & Inclusion), la nostra associazione porta sul territorio un approccio innovativo che combina formazione, sensibilizzazione e azione concreta. Il confronto con istituzioni come il Ministero del Lavoro, rappresentato da Nicola Sardaro, e con realtà del terzo settore come l’Associazione Giraffa APS guidata da Maria Pia Vigilante, ha permesso di creare una rete virtuosa di collaborazione che va oltre l’evento stesso.
Quello di oggi non è un punto di arrivo, ma una tappa importante di un percorso che la asd Fight for Your Life continuerà a portare avanti con determinazione, affiancando donne e ragazze nel loro cammino di crescita, consapevolezza e autodeterminazione.
Come ricordato durante il convegno, la violenza si previene con la cultura del rispetto, e lo sport – quando praticato con valori sani e condivisi – è uno degli strumenti più potenti per costruire questa cultura. La presenza della Fight for Your Life al fianco di campioni del calibro di Bruno e Maniscalco dimostra che quando il mondo dello sport si unisce per una causa così importante, può davvero fare la differenza.





